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   Thursday, November 28, 2002
Perchè siamo contro il berlusca

Verso la metà del tredicesimo secolo un monaco buddista giapponese scrisse un trattato, intitolato Rissho ankoku Ron (cioè: Assicurare la pace al paese attraverso l'adozione della dottrina corretta) e rivolto alle autorità dell'epoca, in cui si teorizzava in maniera particolarmente circostanziata il fatto che le traversie che il Giappone stava attraversando in quel periodo, quali siccità, carestie, catastrofi naturali, erano dovute al fatto che i giapponesi, e prima ancora di loro i governanti, avevano abbandonato la corretta dottrina trasformando le loro pratiche religiose in corrotte ed impure.
Di pari passo il karma (cioè "l'effetto visibile ed istantaneo degli avvenimenti determinato dalle cause delle azioni passate") del popolo e dello stato giapponese si era corrotto ed era diventato impuro, con le conseguenze evidenti di una nazione sull'orlo del collasso. Nello stesso trattato il monaco Nichiren previde anche che se la linea di comportamento non fosse cambiata il Giappone avrebbe anche dovuto fronteggiare altre due gravi calamità: un tentativo di colpo di stato e un'invasione straniera.
Nichiren fu dapprima imprigionato e poi esiliato, ma questo non impedi' che un membro della famiglia reggente tentasse di rovesciare il fratello governatore e neanche impedi' che le forze dell'impero mongolo, provenienti dalla Corea, occupassero alcune isole a sud dell'arcipelago giapponese prima che una tempesta affondasse buona parte della flotta mongola, vanificando fortunosamente la conquista dell'intero Giappone.

Osservare la situazione italiana attuale potrebbe indurre facili parallelismi. Che dire infatti di due alluvioni, un terremoto, una congiuntura economica disastrosa ed un motore economico vicino allo zero assoluto, un'inflazione superiore alla media europea e la più grande e strategica industria del paese vicina al collasso e pronta a cadere in mani straniere per quattro soldi, se non che tutto cio' è dovuto alla dottrina politica "corrotta ed impura" del governo e soprattutto di colui che è il detentore assoluto del potere carismatico, cioè l'attuale premier silvio berlusconi?
Spingersi a tanto sarebbe forse eccessivo, ma è certo comunque che non si puo' non essere d'accordo con quanto afferma un giorno si e uno anche Michele Serra nella rubrica quotidiana "Amaca" che tiene su "La Repubblica", e cioè che berlusconi porta sfiga!

Oltre a questo altre torbide manovre vanno segnalate.
Tutti i controlli di sicurezza costituzionali, basati sul sistema proporzionale, sono saltati o vanno saltando grazie al trapianto mai rigettato del maggioritario, e si va configurando una strategia perversa che avrà risultati ancora più disastrosi grazie anche al silenzio dei massmedia e all'assenso più o meno consapevole di corifei e caudatari che si reclutano in ogni parte del paese, ivi compresa l'attuale maggioranza di governo.
Il partito del premier infatti sta omologando la destra con il vicepremier Fini, erroneamente ritenuto da buona parte del popolo un politico capace e lungimirante, che chiude occhi e orecchi davanti alle analisi dei flussi che dimostrano come il suo elettorato, non riconoscendo apprezzabili differenze fra il suo partito e quello del premier, sta migrando in massa in direzione di forza italia.
Il centro di ispirazione democristiana (l'unico che per effetto della vecchia scuola mantiene ancora un minimo di pudore istituzionale) è umiliato dai numeri e ridotto al silenzio, ed alfine è destinato alla scomparsa.
Gli unici che ancora cantano fuori dal coro e fanno la voce grossa sono gli uomini di bossi, al momento fin troppo pretenziosi e ben oltre le loro possibilità in quanto ago della bilancia delle vittorie del centrodestra, ma è già pronta la strategia anche per loro.
L'ex tenore sulle navi da crociera, adesso capo del governo, sta infatti tentando di inserire un cuneo all'interno delle regioni tradizionalmente "rosse". Vi è già in parte riuscito con l'Emilia e l'appoggio di Guazzaloca, adesso più sottilmente tenta in Toscana facendo leva su motivazioni economiche ed affettive, mangiando come insegna la vecchia politica del carciofo di carlalbertiana memoria foglia su foglia dell'ex impero cecchi gori e piazzando un uomo di fiducia al comando della nobile ma decaduta squadra di calcio fiorentina. Non appena avrà conquistato quel pugno di voti del centro italia che ancora gli manca per liquidare la Lega il cerchio sarà chiuso.

Lo stato sarà dominato da un partito-azienda televisiva, il cui proprietario è anche dominus assoluto del paese ed i cui vertici dirigenziali saranno i ministri. Quanto è vicino per noi quel futuro disegnato nei telefilm di Max Headroom in cui il capo del governo viene scelto non tramite le urne elettorali ma in virtù dell'audience realizzata dalle televisioni che lo sponsorizzano!

Ma è questo il futuro che vogliamo per la nostra povera Italia?


   Wednesday, November 27, 2002
Benvenuti su Mafiusconi!

Questo blogpost si occupa delle malefatte del presidente del consiglio.

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